
catechesi n.2
catechesi n.3
Nella nostra parrocchia l’esperienza del catechismo in famiglia è iniziata un paio di anni fa…
Perplessità tante, paure ancor di più, anche in considerazione delle resistenze che si sarebbero potute incontrare da parte degli altri familiari e soprattutto per un senso di inadeguatezza verso un compito che sembrava davvero arduo da affrontare.
Ho iniziato con molta pazienza e superando pian piano la difficoltà di affrontare argomenti non usuali quali Dio, il Vangelo, l’amore…
Essendo madre di due figli, uno di 18 anni e l’altro di 12, ho potuto notare la differenza di approccio a questa scelta di un catechismo gestito e vissuto con i propri familiari, anche perché questo comportava un mettersi a nudo di fronte a coloro di cui, proprio perché ci sono più intimi, maggiormente si teme il giudizio. In effetti il figlio maggiore ha preso una posizione di distacco da questa nuova esperienza, mentre con il piccolo è stato ed è molto bello costatare come, anche quando sul momento sembra che tutto sfugga, si è in realtà creato un filo che diventa conduttore per la sua e la nostra quotidianità e che lui stesso riprende quando meno te l’aspetti.
Il nuovo imprinting è partito da un segno di croce “convinto”, accompagnato dalla recita di una preghiera ed anche per questo aspetto l’imbarazzo per qualcosa che sembrava “fuori posto”, in quanto fuori dagli ambiti abituali, (Chiesa, aula di catechismo etc..) è stato inizialmente notevole.
Fare catechismo in famiglia, anche se con il supporto di incontri con il parroco e di sussidi forniti dallo stesso, ci ha comunque resi consapevoli della necessità di un approfondimento del cammino di fede personale, sia dal punto di vista di una maggiore preparazione nella cultura religiosa che di una sempre più grande disponibilità al dialogo.
Alla fine scopri che si può fare tutto con semplicità, senza presunzione, imparando a dire, “questo non lo so ed ho voglia di imparare a conoscerlo”, ma, ancor di più, abbiamo riscoperto la gioia di comunicare tra di noi, di parlare di Dio: è stato un motivo in più per un colloquio molto più aperto in famiglia, anche al di là dell’impegno catechistico in senso stretto.
Testimonianza raccolta da Maria Giovanna Anelli