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La Parrocchia e il carisma francescano Stampa E-mail

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La Nostra Parrocchia 

         Siamo la comunità parrocchiale di S. Antonio, ne sentiamo l’appartenenza, siamo una piccola parte della Chiesa che è in Rimini, crediamo ad una ecclesiologia di comunione, stiamo dentro la nostra città, il nostro vicariato; il centro di gravità non siamo noi, non vogliamo essere una comunità autoreferenziale.

         La proposta di Comunione che il nostro Vescovo Francesco fa alla sua Chiesa la sentiamo nostra per due motivi: come credenti e come francescani.

Come frati apparteniamo ad una comunità mondiale, ma sappiamo che la Chiesa una, santa, cattolica, è storicamente presente in questa porzione che è in Rimini. La comunione la viviamo qui.

          Principio e fondamento di questa comunione è il Vescovo, il nostro vescovo Francesco .

Del  Vescovo ci piace anche il nome. Ci richiama il nostro essere francescani. Noi frati siamo noti per l’importanza che attribuiamo alla “fraternità”. Cos’è la fraternità se non il comandamento dell’amore, visto nella dimensione della Comunione?

         Il carisma francescano non ci confina in un ghetto, anzi ci apre a tutto ciò che di buono è reperibile altrove. E’ partendo dalla comunione che  ci impegniamo anche in quella missione che non è solo un  “andare” ma anche un  “immergersi in”, più estesa dell’attività che coinvolge tutte le sfaccettature della vita, attraversando confini più antropologici che geografici, nella ricerca della forma più adatta al mondo di oggi, rimanendo in dialogo permanente con Dio, fino a diventare liturgia e profezia. La “ immersione in “ intesa come esperienza di preghiera e meditazione ci fa capire che siamo “servi inutili”; è da presuntuosi pensare di essere creditori della Chiesa solo perché facciamo molto o poco. Ciò che noi diamo alla Chiesa è sempre inferiore a  ciò che abbiamo ricevuto dalla Chiesa.

         Anche l’esemplarità di Francesco l’abbiamo ricevuta dalla Chiesa, il suo carisma non è né alternativo né concorrente: è complementare. Nessuna vocazione, nessun carisma nella Chiesa potrà mai esaurire il mistero di Cristo con la sua grazia e ricchezza.

         Mi permetto di abbozzare, senza pretesa alcuna, un piccolo annuncio che deriva da questa esperienza in fraternità. La nostra vita è iniziata quando la mamma insieme al papà ci hanno messo al mondo. Quel giorno c’era il sole, basso o alto, sopra le nuvole o splendente. E’ una doppia notizia: la nostra nascita ed il sole. Allora si può partire anche dalla constatazione più banale  “ che tempo fa”, appunto, per iniziare un dialogo con tutti vicini e lontani: niente è fisso, scontato, per chi ha una passione dentro. Un uomo che è punto di riferimento per tanti di noi ci ha detto: “ho incontrato questo sole “. Era un giovane concentrato su se stesso, come tutti noi. Se la vita mi gratifica, respiro, se no, fuggo. Dov’è l’uni-verso? Sei tu o è fuori di te? Sei tu il Sole o è un altro?  

          E’ l’inversione dell’autocentratura, qui comincia il viaggio.          Si spogliò del vestito di Dio per farsi uomo, la Kenosi di cui parla S. Paolo come Vangelo. Le parole “povertà, semplicità, minorità, Greccio, La Verna”, come vita di Francesco. Su Cristo-Sole costruire la Vita. Annuncio vero, coraggioso, limpido, radicale, quello di Francesco. E’ sogno o realtà? E’possibile riproporre oggi questo Vangelo?  

 Ripartire dal primo annuncio del Vangelo 

         Dal 2002 abbiamo dato il via all’incontro con la Parola di Dio e siamo stati fedeli ogni martedì sera. Abbiamo letto i quattro vangeli, le lettere di S. Paolo (nell’anno paolino) ora siamo con i salmi.Come Abramo fu visitato da Dio, così crediamo che la Trinità  visiti e parli anche a noi.

          Crediamo che la Parola ci parli nella calma, non è esperienza da “tutto e subito “.

          Crediamo che la Parola parli a tutti ed è importante sentirne l’eco.

          Crediamo che la Parola educhi, sostenga la comunità, la tenga unita nella diversità.

          Crediamo alla  Parola come la Chiesa ce la consegna.

Ci accostiamo alla Parola  anche nell’Adorazione del venerdì, nella celebrazione dei Sacramenti, specialmente nell’Eucarestia, nei sacramentali e nella catechesi non con la preoccupazione di  “che cosa dire agli altri “ ma con la consapevolezza che il Signore sta parlando a me, quindi a noi, alla comunità”.

         Anche noi in realtà spesso rischiamo di vedere la parrocchia come gruppo che si accontenta di trovarsi bene insieme coltivando rapporti ravvicinati e rassicuranti o ancora come“il centro di servizi“ per l’amministrazione dei sacramenti dando per scontata la fede. Ma il sogno non ci abbandona. Giorno per giorno, dai e dai, una pietra dopo l’altra, la speranza ci accompagna.

         Vorremmo anche noi poterci esprimere con le parole di Antonio da Padova, nostro patrono e intercessore:

“Abbiamo seguito Tecome gli stanchi il letto,come i malati il medico,come gli affamati il Pane,come la creatura il Creatore,come i figli il Padre,come i bambini la mamma,

come gli esuli, la Patria”

       Iniziazione Cristiana 

         Tema particolare è quello dei ragazzi e giovani con le loro famiglie. La mentalità di andare a catechismo con i compagni di scuola penalizza la nostra parrocchia, che non avendo scuole sul suo territorio, di fatto si ritrova con pochissimi bambini; facilitati dal piccolo numero abbiamo sempre coinvolto i genitori. Quest’anno non abbiamo Prime Comunioni e Cresime. Se visto in ambito cittadino può anche non essere un problema.

                        Alla Mensa della Parola e del Pane 

         Sentiamo il giorno del Signore come centro e cuore di tutta la vita della Comunità, in particolare è la Messa delle undici che ha la caratteristica della comunità parrocchiale. Le altre Messe raccolgono gente di altri territori. Particolare importanza diamo alla funzione del canto nella liturgia.

         Parto dai ricordi scolastici: l’esistenza di Dio non si può dimostrare con parole umane, ma due testimoni ne attestano l’esistenza: la Bibbia e il Canto. Questi li incontriamo nella liturgia, nel canto e nella musica; non conta l’informazione ma l’emozione. Canto e musica da sempre e in ogni cultura amplificano ogni parola, quella della festa, quella della gioia ma anche quella del dolore, del lamento, dell’attesa, della speranza, della fede e della carità. In riferimento alla liturgia il coro e il cantore hanno il compito di creare la comunità liturgica, trasformando una pluralità di individui in una comunità orante.

         Il valore del canto e della musica, riconosciuto anche dall’ ”ordinamento generale del messale romano” riveste nella liturgia una grande importanza; per questo ci siamo adoperati affinché non ci sia liturgia domenicale e spesso, anche feriale, senza canto accompagnato dal suono dell’organo. Il coro e l’animatore del canto si adoperano costantemente per questo servizio.

 

         

Per la maturità della fede 

      La famiglia è coinvolta non solo nella catechesi per la Prima Comunione e Cresima, ma anche con la preparazione del battesimo, nel dialogo aperto per le situazioni di crisi, nell’accoglienza sincera per le coppie che hanno fatto scelte diverse dalle indicazioni ecclesiali. Riteniamo che la comune vocazione battesimale alla santità possa essere realizzata e vissuta non solo come esperienza personale, ma anche come esperienza fraterna realizzata nell’O.f.s. (Ordine Francescano Secolare).

         L’Ordine Francescano Secolare è costituito da cristiani che, per una vocazione specifica, mediante una Professione solenne, si impegnano a vivere il Vangelo alla maniera di S. Francesco, nel proprio stato secolare, osservando una Regola specifica approvata dalla Chiesa.

         L’O.f.s. è una delle tre componenti fondamentali della grande Famiglia Francescana che è formata dai tre Ordini costituiti da S. Francesco: il Primo Ordine (i frati), il Secondo Ordine (le religiose contemplative) e il Terzo Ordine (i secolari e numerose forme di religiosi e religiose impegnati in attività apostoliche – TOR – che si sono formate dal filone dei secolari).

         E’ proprio la vocazione quella che distingue, dal punto di vista della motivazione, l’appartenenza all’ O.f.s. rispetto ad altre pie associazioni. I francescani secolari, emettendo, dopo un periodo di formazione e di approfondimento spirituale e culturale, una vera e propria “professione”, si impegnano a vivere questa vocazione in ogni situazione in cui si trovano sul piano familiare e lavorativo. I fratelli e le sorelle dell’Ordine Francescano Secolare cercano la persona vivente e operante di Cristo negli altri Fratelli, nella Chiesa, nella Parola di Dio, nella Liturgia; annunciano Cristo con la Vita e la Parola; testimoniano nella vita quotidiana i beni futuri, nell’amore della povertà, nell’ubbidienza, nella purezza di cuore. I Francescani Secolari si impegnano a costruire un mondo più giusto, più evangelico e fraterno, accogliendo tutti gli uomini come dono di Dio, lieti di stare alla pari con i più deboli, promuovendo la giustizia. Vivono lo Spirito di San Francesco nel lavoro e nella loro famiglia, in un gioioso cammino di maturazione umana e cristiana  anche in famiglia con i loro figli e tra coniugi. Portatori di pace sono fiduciosi nell’uomo e gli recano il  dono della letizia e della speranza. Sentono la parrocchia come loro casa, si impegnano nella catechesi  ed un bel gruppo sono ministri straordinari dell’Eucarestia facendo servizio in chiesa, nelle case e nell’ospedale cittadino.

                  L’ O.f.s. Ordine Francescano Secolare è presente nella nostra parrocchia fin dagli anni 50.

 I professi risiedono a Cattolica e dintorni. Attualmente la fraternità è composta da 18 professi e da 5 novizi. Il P.Guardiano del convento, p. Luigi Faraglia, è l’assistente spirituale, presente all’incontro settimanale del mercoledì (ore 15,30). Ministro è Morosini Belemmi Annunziata, via Malatesta, 61 – Cattolica (tel. 0541-962065).

         I francescani secolari fanno parte di quella grande famiglia di circa 68.000 in Italia,usando i testi formativi che vengono offerti come cammino delle 2.200 fraternità locali. Dopo otto secoli di cammini diversificati e con organismi autonomi delle  quattro“obbedienze”assistite dalle diverse famiglie religiose del Primo Ordine e del TOR, nell’aprile del 2002 a Frascati è stato celebrato il primo capitolo nazionale unitario dell’ O.f.s. Italiano. Al capitolo hanno partecipato 150 membri, tra delegati delle 58 province religiose italiane, assistenti spirituali ed esperti appartenenti alle famiglie dei Frati Minori, Frati Minori Conventuali, Frati Minori Cappuccini e Terz’ Ordine Regolare. Nei cinque anni successivi si è avviato e condotto al completamento il processo di unificazione e regionalizzazione per cui ora c’è un Ministro Nazionale, Regionale e Locale come un Assistente Spirituale, Sacerdote francescano o diocesano.

 

Vocazione di speciale consacrazione

         Riteniamo dono speciale del Signore alla nostra parrocchia la vocazione di:

·  Turrisi Eliana in religione Sr. Maria Eliana del Sacro Costato (carmelitana);

·  Rughi Maria Giuseppina in religione Sr. Giuseppina (terziaria domenicana);

·  Non possiamo dimenticare p. Alessandro Zangheri dei frati cappuccini: riposi nella pace del Signore.

                Ministri Straordinari della Santa Eucaristia

         Da oltre vent’anni nella nostra parrocchia c’è un gruppo di Ministri straordinari della Santa Eucaristia con il compito di portare la Santa Comunione ai malati e agli anziani impossibilitati a muoversi.

         Portare la Santa Comunione ad un malato è molto più che “un bel gesto”, è molto più che l’espressione dell’opera della misericordia corporale “visitare gli infermi”. Portare Gesù ad un malato significa mettere Cristo al centro della vita, significa riconoscere il primato dell’Eucarestia su ogni attività sia spirituale che materiale. Portare Gesù significa prima di tutto adorarLo e nutrirsi di Lui come Egli stesso ci ha insegnato. Il Ministro straordinario è quindi uno  strumento nelle mani del Signore, che, attraverso il Vescovo che lo manda, accetta umilmente e consapevolmente di partecipare al mistero della S.S. Eucaristia.

         Gesù, dal momento dell’incarnazione in poi, ha deciso di mettersi “nelle mani degli uomini”, e attraverso l’Eucarestia, lo fa ogni giorno. Il gesto apparentemente semplice di prendere la Sacra Particola e riporla nella teca è ogni volta ripetere al Signore “Mio Dio, io credo, spero, adoro e Ti amo e domando perdono per tutti quelli che non credono, non sperano, non adorano e non Ti amano” e poi umilmente “eccomi”.

         Il malato, che pure è il destinatario del servizio, diventa quasi una figura secondaria, perché il protagonista non può essere che Lui, il Signore, che ama tutti, che vuole raggiungere tutti, e che ha trasmesso anche in noi lo stesso desiderio, la stessa ansia di portarLo a chi più ha bisogno di Lui, di permetterGli di visitare le nostre case, come faceva quando era uomo tra noi.

                  Al parroco danno relazione sui malati affidati e sulle esigenze che possono nascere.

 

         

           Missionarie dell’Immacolata

         Due Sorelle appartenenti alle “Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe” di Bologna visitano una volta al mese famiglie della nostra città. Con questi incontri si propongono di portare agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita e dell’amore. Fedeli al carisma del loro istituto, raccogliendo l’eredità mariana di San Massimiliano Kolbe, tengono viva la venerazione, l’attenzione e la devozione alla Madre di Dio, perché la Chiesa possa camminare con e come Maria. Rientra nelle loro scelte apostoliche l’uso più ampio dei mass media la diffusione della rivista mensile “Milizia Mariana” e i libri delle “Edizioni dell’Immacolata”.

 Consiglio Pastorale

         Per uscire dalla logica del piccolo campanile, dell’orto chiuso, ho ritenuto necessaria una certa discontinuità. Nella nostra città, insieme alla parrocchia di San Pio abbiamo fatto l’esperienza di un’unica assemblea. Credo che questa sia la direzione più giusta: arrivare ad un unico consiglio pastorale cittadino.

 Presenza nel territorio 

         Per interloquire con gli altri soggetti e le istituzioni del territorio ispirandoci ad una “ logica integrativa” abbiamo pensato di strutturarci con il Circolo Parrocchiale “Max Kolbe” . Questo è stato costituito il 9 aprile 2002. E’ un ente di natura associativa a carattere volontario.

L’Associazione non persegue fini di lucro e non procede, in nessun caso, alla divisione degli utili tra gli associati, nemmeno in forma indiretta. Essa è motivata dalla decisione dei soci di vivere l’esperienza sportiva, culturale e ricreativa secondo la visione dell’uomo e dello sport propria del CSI e facendo pieno e costante riferimento alle linee di indirizzo morale e pastorale della parrocchia nell’ambito della quale il Circolo nasce ed opera come libera aggregazione di cittadini.

         Finalità dell’Associazione è la proposta costante di aggregazione e formazione delle persone di ogni ceto, razza, età, appartenenza etnica o religiosa quale strumento pedagogico ed educativo perseguita attraverso l’organizzazione di:

-         tornei a carattere non competitivo;

-         attività culturali per adulti, giovani, ragazzi, bambini e l’organizzazione di attività didattica per l’avvio, l’aggiornamento ed il perfezionamento nelle medesime discipline.

 

         L’Associazione è affiliata al CSI e ne è quindi socia a tutti gli effetti. Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo e gestionale dell’Associazione ed è eletto, insieme al Presidente, dall’Assemblea dei Soci ogni 5 anni.

         Possono essere soci dell’Associazione tutti coloro che ne condividono le finalità ed i principi ispiratori. Tutti coloro che vogliono diventare soci e partecipare alle attività del Circolo Parrocchiale lo possono fare tesserandosi. La tessera dà diritto ad una copertura assicurativa per tutte le attività che vengono organizzate dall’Oratorio ed è un riscontro concreto dell’adesione al Circolo Parrocchiale.

         Riconosciamo così allo sport la capacità di coinvolgere, aggregare e promuovere processi di socializzazione, consapevoli che, nonostante alcuni aspetti discutibili e negativi presenti oggi nel mondo dello sport, esso rimanga sempre un mezzo di realizzazione umana e cristiana, invitiamo i ragazzi e gli adulti a “tesserarsi” per poter partecipare al gioco nella pienezza dei diritti e dei doveri. Attualmente abbiamo circa trecento tesserati che da Cattolica e dintorni usufruiscono dei campi di calcetto.

         Il “Circolo culturale/sportivo in Parrocchia” si chiama “Massimiliano Kolbe”, a ricordo del grande francescano che ha dato la vita (14 agosto 1941) in campo di concentramento al posto di un papà, modello per tutti i giovani che vogliono avere forti ideali nella vita. I ragazzi che vengono a giocare, di fatto, si inseriscono in un processo educativo che partendo dal gioco sperimentano la possibilità di “fare molte altre cose”, prima tra tutte imparare a vivere nella società. Il valore educativo diventa così un valore che si aggiunge al gioco e riscrive l’attività sportiva nel piano pastorale della parrocchia.

         Dallo sport alla cultura: specchio di una Chiesa che pensa ed opera “per allargare gli spazi della Razionalità”, offre alla cittadinanza temi di riflessione e proposte partendo da due termini

-         Progetto: tutti ne facciamo, giusti o sbagliati; senza progetto non si vive;

-         Cultura:   intesa non solo come erudizione ma anche come riflessione;

         Domanda: “cosa c’è dietro le mie scelte, cosa c’è dietro le scelte della mia città?”. L’obbiettivo è stato, allora, quello di giungere col nostro programma di iniziative, radicato sul nostro territorio , elaborato grazie all’apporto di diversi soggetti, valorizzando le risorse di persone e strutture già presenti e operanti e nello stesso tempo scaturiti da bisogni e attese avvertiti nella comunità. Il Gruppo, consapevole delle proprie radici, fiducioso sulle potenzialità del dialogo con la cultura contemporanea si è inserito con successo nel dinamismo della nuova evangelizzazione, realizzando progetti che favoriscono socializzazione, amicizia, servizio culturale, la scoperta della bellezza del teatro. Una trentina di adulti si ritrova ogni anno a proporre, scegliere, presentare tematiche che rispondano al bisogno della gente di riunirsi insieme per celebrare l’amicizia, la socializzazione e la convivenza in una città. Sperimentiamo in questo modo di non procedere da soli ma di articolarci sul territorio con la nostra caratteristica di  attenzione e amicizia.

                                                                                          

                                                                                             Il Parroco

 

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